Il Coro San Carlo nel “Viaggio dell’Amicizia” di Ravenna Festival – 1 e 2 giugno 2025
Quando Ravenna Festival lancia una “chiamata aperta” a cori e coristi da tutta Italia per unirsi a Riccardo Muti in un progetto dedicato alla pace e alla fratellanza attraverso la musica di Verdi, non si può che rispondere con entusiasmo.
E così, il 1° e 2 giugno 2025, il Coro San Carlo di Pesaro ha partecipato al “Cantare amantis est” (Cantare è proprio di chi ama, da Sant’Agostino), un evento epico che ha riunito oltre 3.000 voci – da bambini di 4 anni a cantori di 87 – in un unico, grande coro collettivo al Palazzetto Mauro De André di Ravenna.
Non una masterclass tradizionale, ma un vero e proprio Viaggio dell’Amicizia 2025, nel solco delle storiche Vie dell’Amicizia promosse da Muti da oltre 25 anni (da Sarajevo a Kiev, passando per Gerusalemme e New York). Stavolta, la “meta” è Ravenna stessa, trasformata in crocevia di armonie e speranze, con sessioni di prove aperte al pubblico curate da Anna Leonardi e Michele Marco Rossi, sotto la guida attenta e carismatica del Maestro.
Le giornate sono state intense e indimenticabili:
Domenica 1° giugno**: dalle 15:00 alle 20:00, prime immersioni nel repertorio verdiano. Lunedì 2 giugno**: dalle 10:30 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 18:30, affinamenti e crescendo verso il culmine.
Abbiamo lavorato su pagine iconiche e simboliche del melodramma verdiano, cariche di messaggi di libertà e unità:
“Patria oppressa!” da Macbeth
“Gerusalemme!”** da I Lombardi alla prima crociata
Il celeberrimo “Va’ pensiero” da *Nabucco, eseguito con un’intensità che ha commosso tutti.
Muti, impeccabile come sempre, ha diretto non solo le voci, ma le anime: «Cantate piano, Verdi lo ha scritto così – non si tratta di volume, ma di arrivare al cuore». «Il coro è la società ideale: armonia dal caos, bene comune dalla bellezza». Con il suo tipico acume, ha ricordato che “Va’ pensiero” non è un inno nazionalista, ma il lamento di schiavi che sognano la patria lontana – un monito eterno contro l’oppressione.
Il nostro M° Salvatore Francavilla, al fianco del coro in ogni momento, ha vissuto queste ore come una rivelazione: «Lavorare con Muti significa distillare l’essenza della musica: ogni indicazione è una lezione di vita, un invito a cantare con verità e umiltà».
Essere parte di questo mosaico vocale – con cori amatoriali e professionali da ogni regione, sotto le magliette nere con la scritta “Cantare amantis est” – è stato un privilegio che va oltre la tecnica: un atto di pace collettiva, un ponte tra generazioni e storie diverse, in un mondo che ne ha tanto bisogno.
Al termine, l’applauso del pubblico – e le lacrime di molti – hanno sigillato un’esperienza che porteremo dentro per sempre. Grazie Maestro Muti, grazie Ravenna Festival e Italian Opera Academy, grazie a tutti i coristi “fratelli” che hanno reso questo viaggio indimenticabile.
Un abbraccio musicale dal
Coro San Carlo di Pesaro – Direttore M° Salvatore Francavilla

